teatro delle ceneri

 

 


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Teatro delle ceneri, Mobydick Editore, 2008


“Franco Ceradini si è preso il lusso di correre un grosso rischio, trattando la materia narrativa che innerva Teatro delle ceneri: tutti abbiamo letto 1984, e parecchi di noi hanno visto Brazil sul grande schermo ... Ma suvvia, siamo in Italia, signori! E sebbene in questo libro si prospetti in maniera credibile un agghiacciante per quanto ipotetico futuro, qui da noi l’odore della farsa teatrale è spesso dietro l’angolo (nella realtà quotidiana come nella fiction) anche quando accadono immani tragedie, quando eventi epocali sconvolgono la geografia e le regole della politica, o quando - addirittura - lo spirito di Giordano Bruno, ma soprattutto quello dei suoi persecutori, torna ad aleggiare tra i vicoli e le piazze di una Venezia letteralmente impantanata e di una Roma allo sfascio. Ceradini ha manipolato con efficacia trame, protagonisti e comparse di un romanzo dove l’arte ed il bello, infine e nonostante tutto, forse ci salveranno.”

 

incipit

scheda di presentazione

 

 

 

Di Maddalena e di me, Perosini Editore, 2004

 

Vittorio Oliosi, giovane giornalista, è stato abbandonato dalla sua donna, Maddalena, che ha scelto una vita tranquilla con un uomo mediocre. Sopraffatto dall’emotività e dall’indolenza, Vittorio trascura il lavoro, le amicizie, le ambizioni. Il suo amore, intanto, si estenua. Alla fine, dopo un’ultima delusione, ricomincia a vivere, più per caso che per scelta consapevole.

 

In una scrittura venata di autoironia, il romanzo narra la storia di un fallimento privato, in un angolo di Veneto, la Valpolicella, in cui alla tradizionale “dolcezza” si sovrappongono volgarità e arrivismo.

“È, Di Maddalena e di me, un romanzo di situazione, anche lento, un coinvolgente spaccato di vita di provincia. Ma il romanzo è anche altro: è ricordi di vita da ragazzo quando si giocava, ci si confrontava nelle valli, nelle piazze, sulle rive dei fiumi.

Mi rendo conto di quanto preziosi siano scritti come questo, un aiuto ad ampliare le sensazioni e a sostanziare i sentimenti.” (Dalla prefazione di Claudia Robiglio Rizzo.) 

   

Pulviscolo, Perosini Editore, 2004

 

In un paese immaginario della Valpolicella, San Crispino, si consuma la breve estate di quattro ragazzi, Eugenio, Eleonora, Davide, Carla, alle prese con le scelte decisive della loro vita. Vite difficili, in un contesto di relazioni che si va dissolvendo in un indistinto agitarsi di atomi isolati, sordi, incomunicanti tra loro. Vicende esemplari in cui si rispecchia la storia più grande di una società, quella veneta, in transizione verso prospettive più vaste, ancora per larghi versi sconosciute.

Romanzo di atmosfere, fittamente tramato, Pulviscolo è il ritratto di un mondo, ma prima ancora è il racconto di una duplice storia d’amore, sullo sfondo di un paesaggio affascinante. 

 

“Ci sono boschi, piante, sentieri incontaminati; panorami, tramonti, torrenti; la pioggia, i temporali, il profilo dei monti. Un paesaggio che si sente caro al narratore e che gli suggerisce descrizioni di grande suggestione letteraria. Pagine che però non esauriscono il loro pregio in se stesse ma diventano raffigurazione visiva di stati d’animo più intimi, s’intrecciano ai sentimenti dei protagonisti, in un rimbalzo tra natura e cultura, che è un privilegio di pochi”. (Dall’introduzione di Giovanni Dusi.)